Blogscene in Italy
Blogscene Italy english
“Il blog risulta essere un contenitore di saperi ed energie spontanee in un processo per cui si orizzontalizza la disponibilità di produrre informazione (di pubblicare): non c'è più una ristretta quantità di punti di distribuzione che distribuiscono a masse di persone, ma ci sono masse di persone che distribuiscono i propri piccoli contenuti a gruppi ristretti, più aderenti alle tematiche specifiche del contenuto in questione.
Nuovo fenomeno della comunicazione globale.”(…)
Certi blog si collocano nel contesto di sfida all’informazione professionale, affiancandola ad un tipo di informazione “artigianale” dove ciascuno può essere potenzialmente un reporter, un “reporter diffuso”, come è stato già definito.
Il dibattito odierno in Italia è legato al riconoscimento dell’autonomia e della libertà generate dalle reti telematiche. Le reti ci regalano una sfera pubblica più inclusiva, più articolata e meno soggetta all’influenza del potere istituzionale ed economico.
Manca da parte della classe dirigente un esame della reciprocità di cause ed effetti tra tecnologie digitali ed innovazione dei contenuti. L’elite tecnocratica della politica non sta dietro ai più complessi linguaggi di internet. Scalzata nel linguaggio e nell’efficacia delle sue forme di persuasione.
La rete è terreno fertile per movimenti di opinione per una partecipazione popolare, di massa, un facile e convinto passaggio dalla scrivania alla strada.
Il ruolo che in generale si evince vogliano rivestire i bloggers italiani non è quello di giocatore ma piuttosto quello di giudice di gara, a garanzia del rispetto delle regole. Unica eccezione forse Beppe Grillo.
Unico fuoriclasse (per restare in italici termini calcistici). Da qui il successo dei movimenti di opinione diffusi per esempio dal suo vastissimo e frequentatissimo sito, unico demiurgo del blog che ha sfondato la rete dell’informazione istituzionale. Che gli ha tributato prime pagine e servizi speciali coinvolgendo il mondo dei commentatori di tutte le testate e tv. Solo Grillo fa notizia oggi in Italia anche se già fu nominato dal Time, “EROE EUROPEO 2005”. L’unico “eroe italiano” dunque oggi sembra essere Grillo. Sarà forse il nuovo fenomeno “Berlusconi” del new-media scalzando le vecchie lobby dei mass-media?
Beppe Grillo, noto comico televisivo allontanato dalle tv italiane …, dopo anni d’isolamento mediatico, ha deciso di creare in rete un suo personale blog, che gli dà la possibilità di continuare a lanciare le sue denunce fatte di satirica provocazione. Il blog di Beppe Grillo, tratta i più svariati argomenti, dalla politica interna all’ecologia, passando dall’economia alla globalizzazione, con l’intento di smuovere l’opinione pubblica e cercare in questa una possibilità di risoluzione.
L’obiettivo è stato raggiunto: il blog di Beppe Grillo è il più cliccato d’Italia, e si trova tra i primi 30 blog più cliccati nel mondo. 150mila contatti al giorno. Nel V-Day (Vaffa-day) da lui organizzato, iniziativa che si origina in rete, ma si attua nelle piazze d’Italia e si concretizza in una raccolta di firme per l’allontanamento dal parlamento italiano di quei deputati che hanno subito una condanna, il successo è pieno e le firme sono centinaia di migliaia.
Grillo dice: Una “rivoluzione dell'informazione” che internet e spazi come i blog stanno rendendo possibile. “Una forma di democrazia diretta…, …di conoscenza e informazione alternativa ai media tradizionale”.
”L’informazione del futuro è basata sulla reputazione di chi te la dà” ("ecco perché i politici fanno fatica ad aprire un blog!")
Questa è la forza. Tecnologia e conoscenza come patrimonio di tutti; accessibili, fruibili.
Si batte per una conoscenza libera dai diritti d'autore, royalty, brevetti e dai vari “freni della conoscenza”. Indica la nuova frontiera della comunicazione che sta arrivando: “quella dal basso”. Partecipazione attiva e combattiva. Internet riempie le piazze. Può scardinare l’attuale sistema delle rappresentanze. La rete viene vista come nuova "agorà" poiché il metodo della democrazia rappresentativa non rappresenta più nessuno. Da anni inchioda i politici al tradimento del loro giuramento.
Il V-day ha mostrato la nascita di un nuovo spazio politico basato sulla conversazione in Internet, attraverso i blog; anche altri siti italiani e internazionali ben più anziani di quello di Grillo sono stati capaci di spostare masse verso luoghi strategici (vd i social network per i g8 con i vari http://www.ecn.org/, http://italy.indymedia.org/ ecc.)
Anche se la situazione si presenta controversa: questa nuova area di pubblico scambio dà la possibilità che il “ blog possa essere poi usato anche da un mainstream; ma resta comunque esso stesso un mainstream, con tutte le sue peculiarità e distorsioni. Io non mi fido dell'informazione mainstream e il mio atteggiamento non cambia se sto fruendo questo tipo di informazione tramite un telegiornale, un blog, un giornale di carta o quello che è. Io so che l'informazione mainstream è per forza di cose inaffidabile, strutturalmente, dato il suo modello e la ricerca del minimo comune denominatore tra elementi troppo diversi, ma è un argomento lungo. L'informazione mainstream è anche inaccurata, perché è organizzata a livello industriale…
Tornando a bomba, il blog di Beppe Grillo è di fatto un mainstream come la televisione, inaccurato, nazional-popolare, inaffidabile.”
http://blog.stefanoepifani.it/
D’altra parte: Grillo è già famoso e non è la controprova che in Italia il blog faccia attecchire dibattiti così partecipati partendo, così come si propone, dal basso, dalla rete stessa, ma ha utilizzato in rete il successo conquistato attraverso i vecchi mezzi di comunicazione, quindi ha avuto gioco facile a coinvolgere altri blog, ed altri ancora, e così via (la rete, senza strategia mediatica, può essere sufficiente a sostenere un progetto?).
Per quanto riguarda altri aspetti della comunicazione su piattaforme interattive in Italia con minore risonanza mediatica ma ugualmente frequentate dai navigatori esistono:
Communities di individui che si riconoscono nella condivisione di un sistema di valori, di interessi culturali. Organizzazioni di gruppo importanti perché mantengono la discussione e lo stigma dell’appartenenza, ed evitano in qualche modo il dramma degli scambi su internet e cioè che il tuo interlocutore si possa connettere e disconnettere a suo piacimento: tanti per esempio i gruppi musicali, locali e nazionali, che hanno creato il proprio blog, nella maggior parte all’interno del server www.myspace.com/
Hanno anche funzioni di potere territoriale, cioè comunicazioni centralizzate, mirate e recepite da fruitori fisicamente prossimi.
Un sistema di trasmissione di idee e proposte che sta avendo discreto successo è quello delle buone pratiche, dibattiti aperti su azioni in ambito economico, politico, sociale e culturale, che tenendo conto dei limiti fisici, sociali ed antropologici dello sviluppo cercano di costruire un modello dello stesso più sostenibile, più giusto, più pacifico.
Presenti in maniera considerevole anche blog personali di singoli, soggettivi diari per raccontare le proprie esperienze e condividerle con nuovi e vecchi amici. Dove si sconvolge il senso classico della dimensione del privato: sotto lo pseudonimo si possono nascondere le identità e si pubblicano le riflessioni personali con l’interesse dell’intervento commentario esterno. E le chat che restano camere virtuali in cui persistono le modalità di approccio di sempre (incontri uomo-donna soprattutto).